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Struttura della GM EV1 (1996) |
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In risposta alle leggi californiane del 1985 secondo la quale entro il 1998 (data poi rimandata) il 2% delle vetture vendute avrebbero dovuto essere ad emissioni inquinanti nulle (ZEV, Zero Emission Vehicle), nel Dicembre del 1996 la General Motors mise in produzione la EV1, veicolo a propulsione interamente elettrica.
Nel suo sviluppo uno dei fattori chiave è stato il perseguimento della riduzione delle masse, per ridurre i consumi energetici (aumentando così prestazioni ed autonomia) e per compensare la notevole massa ( 533 kg) del gruppo batterie.
Per raggiungere tale obiettivo è stato progettato, in collaborazione con con l’Alcoa Technical Center, un telaio Space Frame interamente in lega di alluminio, con una riduzione del 40% rispetto alla corrispondente struttura in acciaio. |
La rigidezza torsionale è pari a 860000 Nm/rad e la frequenza naturale del I modo flessionale è di 25 Hz.
L’adozione dello Space Frame ha consentito inoltre una riduzione del numero di componenti dai 225 necessari per una analoga struttura in acciaio a 165.
La struttura è costituita da profilati estrusi monocella e multicella, lamiere stampate e 4 elementi pressofusi nei punti di attacco dei gruppi molla-ammortizzatore.
In totale sono utilizzate solo 4 leghe di alluminio differenti, il che favorisce la riciclabilità.
I pannelli esterni sono in compositi plastici.
Le tecniche di giunzione utilizzate sono:
- Saldatura a punti (2000, con una riduzione del 40%)
- Rivettatura (150): utilizzata nei punti con accesso difficoltoso e per l’unione di componenti differenti (es. estrusione-getto)
- Adesivi strutturali epossidici ( 150 m lineari).
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