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Schema di carrozzeria e telaio a longheroni
(berlina americana anni ’50) |
E’ stato il primo schema costruttivo impiegato nella produzione di autoveicoli.
E’ costituito da una struttura piana a forma di “scala a pioli” (ladder chassis) composta da due elementi longitudinali (longheroni), connessi da diversi elementi trasversali (traverse), cui è affidato il compito di fornire resistenza alle forze laterali e conferire rigidità torsionale all’insieme.
I punti di connessione fra traverse e longheroni sono generalmente rinforzati con piastre nodali saldate.
La carrozzeria è connessa al telaio mediante tasselli elastici che aumentano l’isolamento dell’abitacolo da rumore e vibrazioni.
Mediamente il telaio fornisce il 37% della rigidezza torsionale e il 34% di quella flessionale; le quantità rimanenti sono fornite dalla struttura della carrozzeria.
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Telaio a longheroni e traverse del Pick-up Ford F-150 |
Vantaggi:
- Semplicità intrinseca della struttura con conseguente semplificazione della progettazione e dei processi di lavorazione ed assemblaggio;
- Versatilità: diverse carrozzerie possono essere montate sullo stesso telaio;
- Possibilità di isolare l’abitacolo mediante tasselli elastici;
- Integrazione delle traverse anteriore e posteriore con i paraurti.
Svantaggi:
- Bassa rigidità torsionale, dovuta principalmente alla bidimensionalità della struttura. A parità di rigidezza il peso è superiore del 10-15% rispetto alla monoscocca;
- Assemblaggio complesso e labor-intensive.
Questa soluzione è stata adottata sulla quasi totalità di veicoli fino agli anni ’50 (fino agli anni ’70 negli USA), e attualmente vede la sua applicazione sui veicoli commerciali, sui fuoristrada e su gran parte dei SUV e MPV.
Recentemente il notevole incremento di vendite di questi veicoli (in particolar modo negli USA) ha spinto le industrie ad apportare numerosi miglioramenti tecnologici e produttivi.
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