Nel determinare il comportamento a crash di una struttura concorrono le proprietà del materiale, la forma ed il tipo di componenti ed il modo di deformarsi e di distribuire i carichi delle singole parti e della struttura nel suo complesso.
Le reazioni delle strutture in alluminio agli urti e alle sollecitazioni di crash sono in generale migliori rispetto a quelle dell’acciaio.
In particolare i profilati cavi in alluminio collassano assialmente con elevato assorbimento di energia. A parità di energia assorbita l’Al è del 50% più leggero per sezioni rettangolari del 63% per sezioni circolari (configurazioni a grinze più fitte).
Nei componenti estrusi soggetti ad impatto, inoltre, la deformazione è localizzata e quindi facilmente individuabile, e può essere resa progressiva con uno studio degli spessori e delle sezioni.
Nel comportamento a crash le strutture leggere hanno presentano vantaggi dovuti alla minore energia cinetica da dissipare nel caso di urti contro barriere fisse; sono tuttavia penalizzate nello scontro con i più pesanti veicoli convenzionali in acciaio.